Olandiamo, il focus olandese sulla danza al RomaEuropa Festival

OLANDIAMO | Romaeuropa

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DAL 2 AL 6 NOVEMBRE AL TEATRO VASCELLO E AL TEATRO INDIA
ARRIVA IL FOCUS OLANDESE SUL MONDO DELLA DANZA

JAN MARTENS
THE DOG DAYS ARE OVER
2 novembre | Teatro Vascello

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Foto © Studio Rios Zertuche

Già al Romaeuropa Festival nel 2015 con ODE TO THE ATTEMPT (a solo for meself), Jan Martens ritorna (nell’ambito di Olandiamo, focus che Romaeuropa dedica alla danza olandese) per l’edizione 2016 del Festival con la sua prima creazione di gruppo: THE DOG DAYS ARE OVER.

Attraverso un’estetica che innerva il linguaggio coreografico all’interno della tradizione della performing art, Martens ha conquistato rapidamente l’attenzione di stampa e pubblico, imponendosi nel panorama internazionale come uno dei coreografi più coraggiosi della sua generazione. Un successo dovuto alla sua capacità di mettere costantemente in discussione la natura dell’atto performativo e il ruolo che lo spettatore assume durante la performance.

Cosi THE DOG DAYS ARE OVER è prima di tutto una sfida. Otto danzatori affrontano la platea attraverso un unico movimento: il salto. Ma la sapienza compositiva di Jan Martens, capace d’inserire la ripetizione all’interno d’una complessa partitura corporea, emerge nel rapporto che il gruppo di danzatori intesse con lo spazio scenico: un ipnotico variare di geometrie che crea un clima intimo e struggente. Oltre lo sforzo, il superamento dei limiti e il sudore, oltre il ritmo sonoro prodotto dai corpi, Martens ci invita a esplorare l’intimità di questi otto straordinari protagonisti.
A ispirare lo spettacolo, infatti, è una citazione del fotografo americano Philippe Halsman celebre per i suoi ritratti pubblicati su LIFE Magazine nel 1958: «Quando chiedi a una persona di saltare, la sua attenzione è per lo più diretta all’atto stesso del salto, ogni maschera cade e così appare la sua verità».

Durata 70′
Di Jan Martens
Con Cherish Menzo, Piet Defrancq, Julien Josse, Laura Vanborm, Naomi Gibson, Nelle Hens, Steven Michel, Kimmy Ligtvoet Sostituti Morgane Ribbens, Ilse Ghekiere, Connor Schumacher, Amerigo Delli Bove Luci Jan Fedinger
Drammaturgia Renée Copraij
Tecnica Michel Spang
Diffusione internazionale Line Rousseau / a propic
Produzione ICKamsterdam, JAN
Coproduzione Frascati Producties, SPRING performing arts festival, DansBrabant, La Briqueterie CDC du Val-de-Marne, tanzhaus nrw, TAKT Dommelhof
Supporto workspacebrussels, wp zimmer
Finanziamento Flemish Authorities, Performing Arts Fund NL


ANN VAN DEN BROEK | WARD/WARD
The Black Piece
5 – 6 novembre | Teatro Vascello

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Foto © Maarten Vanden Abeele

Il secondo appuntamento con Olandiamo, focus dedicato alla nuova danza olandese, è letteralmente un salto nel buio. È a luci spente, infatti, che Ann Van den Broek costruisce la sua The Black Piece, coreografia premiata nel 2015 con lo ‘Zwaan’ (Swan Award) – prestigioso premio Olandese promosso dalla VSCD (Dutch Association of Theatre and Concert Hall Directors).

Con la sua compagnia WArd/waRD, fondata nel 2000 dopo un’intensa attività come danzatrice, Ann Van den Broek ha conquistato i palcoscenici dei Paesi Bassi, del Belgio e del resto d’Europa attraverso una scrittura coreografica chiara e accessibile. Movimento, suono, live video e immagine coesistono nella sua produzione artistica che unisce riflessioni concettuali a un’estetica impulsiva.

In The Black Piece, coreografia ispirata al libro Black, The History of a Color di Michael Pastoureau, i cinque performer di WArd/waRD danzano in una scena buia. La visione dello spettatore è controllata dalla stessa Van den Broek che illumina frammenti di palcoscenico sezionando azioni e segni scenici. Tutt’intorno il suono di passi, respiri, gemiti e le canzoni appositamente scritte dal cantante Gregory Frateur, disegnano un paesaggio acustico, attraverso il quale l’impercettibile spazio prende forma. Ma in questo gioco di buio e luce, di nero e colore, il ruolo fondamentale è svolto dall’immagine video: sul palco, il cameraman Bernie van Velzen riprende e proietta le immagini dei danzatori in movimento e degli oggetti sparsi sul palco. Uno slittamento tra la performance e la narrazione filmica è in atto: i fatti narrati nel video corrispondono realmente a quelli agiti sul palco? E quanto i nostri sensi possono trarci in inganno?

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Durata 80′
Concept, Direzione, Coreografia, Lampada a mano Ann Van den Broek
Con Louis Combeaud, Frauke Mariën, Nik Rajšek, Emma Seresia e altri
Regia, Camere Bernie van Velzen
Assistente Marie De Corte, Judit Ruiz Onandi
Composizione musicale Arne Van Dongen
Performance vocale Gregory Frateur
Scene Ann Van den Broek, Bernie van Velzen
Costumi Ann Van den Broek, Judith Van Herck
Trucco Jos Brands
Consulenza Marc Vanrunxt
Squadra tecnica Frank van Schie
Direttore di produzione Mirjam Zwanenbirg
Capufficio Ruth Bruyneel
Diffusione Ilse van Dijk
Booking internazionale Line Rousseau/A propic
Debutto 19 settembre 2014, Korzo theater, The Hague

NICOLE BEUTLER
3: The Garden
6 novembre | Teatro India – Sala A

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Foto © Anja Beutler

Ultimo appuntamento del focus che Romaeuropa Festival dedica alla nuova danza olandese, 3: The Garden della coreografa Nicole Beutler è una psichedelica riflessione sul rapporto tra natura e cultura. Ispirato alle opere dei filosofi naturalistici della scuola pre-socratica, alla Bibbia, alle riflessioni dei Romantici e al trittico The Garden of Earthly Delight di Hyeronimus Boush, il giardino della Beutler è un Eden all’interno del quale si sviluppa una storia surreale dell’uomo. Qui, a partire dal nulla cosmico, la scena acquisisce gradualmente forma in un susseguirsi di evoluzioni caledoiscopiche ammalianti e al contempo capaci di strizzare l’occhio a un estetica kitsch in modo esilarante.

Un’ironica presa di posizione sulle nuove forme del ‘viver sano’, tra kamasutra e yoga alla moda, per interrogare ulteriormente il confine tra naturale e artificiale. Perché sulla musica creata dal dj e compositore Gary Shepherd e dalla celebre band anti-pop Einstürzende Neubauten, il paradiso di Adamo ed Eva diviene presto un organismo copulante tra amore libero e vita selvaggia. Quanto siamo naturali noi esseri umani nell’ambiente che abbiamo costruito per noi stessi? E cosa accadrebbe se gli animali dimostrassero di possedere un senso estetico?

Nata a Monaco ma residente ad Amsterdam dove attualmente lavora, Nicole Beutler ha costruito tutta la sua carriera tentando una costante fuga dalle inevitabili categorizzazioni all’interno di generi artistici. 3: The Garden è un ulteriore attacco a ogni stereotipo e forma d’ideologia.

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Spettacolo in inglese con sovratitoli in italiano
Durata 60′
Concept, Coreografia, Regia Nicole Beutler
Musica Gary Shepherd
Disegno luci Minna Tiikkainen
Creazione, Performance Hillary Blake Firestone, Marjolein Vogels, Giulio d’Anna, Niels Kuiters, Felix Schellekens, Christian Guerematchi
Drammaturgia Felix Ritter
Costumi, Scene Suze May Sho: Jessica Helbach, Rosell Heijmen, Connie Nijman
Tecnica (luci) Martin Kaffarnik
Tecnica (suono) Valentijn Berkhout
PR, Fotografia Anja Beutler
Grafica Connie Nijman
Coproduzione NBprojects, Beursschouwburg Brussels, Grand Theatre Groningen
Supporto FPK (Performing Arts Fund NL), città di Amsterdam, AFK (Amsterdam Fund for the Arts)

[Foto in alto © Anja Beutler]

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