Dedicato alla memoria di Mario Porcile

Insieme all’amica Francesca Camponero abbiamo deciso di dare largo spazio a quello che, per noi genovesi appassionati di danza, è stato un grande vanto ed è un grande rimpianto: il Festival Internazionale del Balletto di Nervi. La nostra intenzione è quella di dare via a una sorta di narrazione di un evento che si è ripetuto per quarantanove anni ha visto il meglio della danza mondiale esibirsi sul palco magico dei magici Parchi di Nervi e la vogliamo iniziare oggi, nel terzo anniversario della morte di Mario Porcile, ideatore del festival e personaggio che per tutta la vita si dedicò alla danza e, tramite la danza, a far grande la sua città.

Dei “Balletti di Nervi” intendiamo ripercorrere la storia, esplorare qualcuno degli infiniti aneddoti, raccontare lo scenario incantato e – perché no?, non vogliamo che questa sia solo un’operazione nostalgia – piantare un seme, quello della ricostruzione del festival.

Riproponiamo quindi questo articolo, scritto da Francesca Camponero (che conosceva bene il “dottore”, come avrete modo di leggere nei prossimi giorni) il 7 settembre 2013 e pubblicato su Sipario.

Mario Porcile ci ha lasciato
Mario Porcile nel giorno del conferimento della Laurea Honoris Causa

Il mondo della danza ieri, 6 settembre 2013, ha perso una figura emblematica che ha segnato un periodo storico importante per il balletto internazionale, Mario Porcile. Aveva 92 anni e alle spalle una vita intensa, meravigliosa perché vissuta come aveva voluto, coltivando quello che più ha amato nella sua vita, la danza.

Nato da una nota famiglia genovese composta per lo più da professionisti, medici, notai e avvocati sembrava il suo destino fosse segnato ed invece l’amore per il teatro e lo spettacolo sorti in lui in giovanissima età gli hanno riservato ben altro. Sebbene per volere paterno si sia comunque laureato in Legge nel primo dopoguerra, reduce dagli anni di prigionia in Germania, cominciò da subito ad organizzare spettacoli di teatro e musica, ma l’incontro fatale fu quello con Tersicore.

Alla sua città, Genova, nel 1953 ha voluto dare la prima scuola di danza organizzata didatticamente sull’esempio della scuola di Ballo del Teatro alla Scala. Nella scuola da lui diretta, si formano grandi nomi come Paolo Bortoluzzi e Vittorio Biagi, le cui carriere sono note a tutti. Primo docente dell’Accademia di Danza di Via Luccoli 23 fu Ugo Dell’ Ara, primo ballerino ed étoile del teatro alla Scala.

Ma le aspirazioni di Mario porcile per la sua città non si fermavano alla scuola, il suo sogno andava più in là. Così senza perdersi d’animo, sempre con l’amico Ugo Dell’Ara fece il possibile per portare una kermesse internazionale che lo ha reso famoso, ma soprattutto a fatto conoscere meglio il mondo del balletto: il Festival Internazionale dei Balletti di Nervi, esordito nel 1955 e durato fino al 2004 sempre sotto la sua direzione. Una manifestazione, che rimase unica nel suo genere nel territorio nazionale per molti anni, trasformando Genova in un punto di riferimento per danzatori, coreografi e compagnie di balletto, ma soprattutto per il pubblico italiano, europeo e internazionale che in questo modo veniva più a contatto con una forma d’arte fino ad allora rimasta di nicchia.

Porcile, innamorato degli splendidi parchi a ridosso della costa scogliosa della sua città, portò a Nervi, in molti casi anche per la prima volta in Italia, artisti internazionali come Margot Fonteyn, Rudolf Nureyev, Vladimir Vassilev ed Ekaterina Maximova, Yvette Chauvirè, Erik Bruhn, Louis Falco, Alvin Nikolais, Alvin Ailey, Carolyn Carlson. A lui non sfuggivano certo anche i nuovi talenti come accadde nel 1957 per Carla Fracci a cui fece interpretare giovanissima il celebre Pas de Quatre insieme alle gradi etoiles di allora Alicia Markova, Yvette Chauvirè e Margrethe Schanne. Insignito di onorificenze internazionali, ha avuto riconoscimenti ovunque, ma forse quello che gli giunse più gradito fu l’ultimo, la Laurea Honoris Causa in Scienze dello Spettacolo all’Università di Genova che ricevette il 16 novembre 2006 a segno che la sua città non si era mai dimenticata di lui.

Francesca Camponero

[Nella foto in alto: Mario Porcile, con il suo inconfondibile completo bianco di lino, ai Parchi di Nervi]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Utilizziamo i cookie per personalizzare i contenuti e gli annunci, fornire le funzioni dei social media e analizzare il nostro traffico. Inoltre forniamo informazioni sul modo in cui utilizzi il nostro sito alle agenzie pubblicitarie, agli istituti che eseguono analisi dei dati web e ai social media nostri partner. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi