Storie di passaggio: un corto sulla compassione e la bellezza

Fabrizio Laurentaci
Fabrizio Laurentaci

Fabrizio Laurentaci è maestro di danza e coreografo. Ma il suo percorso artistico ha seguito, nel corso degli anni, una evoluzione che l’ha portato a esplorare altre forme di espressione, quali la letteratura e il cinema.

Come apprendiamo dal suo nutrito curriculum (disponibile sul suo sito personale), ha esplorato quasi tutto l’universo della danza, dal classico al moderno, dal jazz al tango e ha conseguito il diploma di “Avviamento coreutico” presso l’Accademia Nazionale di Danza di Roma e, in seguito, la laurea specialistica con lode in Composizione della Danza presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza, sempre a Roma. In ambito letterario è autore di quattro raccolte di versi e racconti brevi e del romanzo “Castelli di Paglia”, pubblicato nel 2000 per le Edizioni Thyrus e ambientato prevalentemente nel mondo professionale della danza italiana.

Storie di Passaggio - Copertina WebMa non è tutto, visto che Laurentaci, come lui stesso ci dice è “attualmente in fase evolutiva per quanto riguarda la regia di clip e cortometraggi”. Circa un mese fa ha realizzato la sua seconda creazione da regista, Storie di passaggio, un cortometraggio a tutti gli effetti, nato in seno al progetto Flowmotion, che lo vede coinvolto in prima persona. Il corto è stato presentato lo scorso 23 luglio all’Est Film Festival di Montefiascone.

Da un’intervista di qualche anno fa, scopriamo che Fabrizio Laurentaci è attivato alla danza quasi per caso, nell’anno di grazia 1978, seguendo l’esempio di una sorella maggiore che insegnava in una scuola di danza. Fin da quando aveva cinque anni aveva sempre manifestato il desiderio di fare l’attore e allora – forse – siamo di fronte alla realizzazione del sogno di quel bambino, visto che nel cortometraggio si esprime anche nella recitazione.

Come redazione di InformaDanza abbiamo da tempo la percezione che la danza stia cambiando. Non sappiamo, ovviamente, quali saranno i risultati di questa evoluzione, ma notiamo una sempre maggiore attenzione alle cosiddette contaminazioni con altri linguaggi contigui e una voglia di sperimentare e mettersi in discussione rispetto al passato. Cercheremo quindi di dare notizia ed evidenza a tutto quello che sta succedendo riguardo a quest’arte che sta dimostrando un notevole dinamismo.

Ed ecco la breve presentazione, insieme al link del cortometraggio, che abbiamo ricevuto:

Storie di Passaggio

Questo video è una riflessione sulla compassione e sulla bellezza che il suo sentimento ne produce. Basato sul testo omonimo, scritto dall’autore circa 14 anni fa, rappresenta alcuni spaccati dell’ umanità contemporanea accumunati dall’ anelito verso un nuovo modo di pensare.

Durata : 7′
Backstage e videoassist Cristina Smorti, Maurizio Smorti
Testo e sceneggiatura Fabrizio Laurentaci
Musica  Historias di Rodrigo Leao
Fotografia e riprese Francesco Corti
Regia e coreografia Fabrizio Laurentaci

Location :
Montefiascone (VT), Viterbo (VT), Roma

Interpreti:
Jessica Piersanti, Fabrizio Laurentaci, Serena Veglianti, Roberta Landi, Ilaria Belardo, Francesca Belardo, Giulia Capuzzo, Maria Chiara Mancuso, Ludovica Dottori, Manuela Alberti, Fabio Ruzzi, Stefania Di Massa, Yara Al Nisnas, Brancy Osarumwense Osadare, Elisabetta Luciani, Giovanna Grassi, Irene Cardelli, Silvia Di Vita, Alessio Giorni, Valeria Vannini, Sofia Torromacco, Giorgia Venanzoni

Link del video: https://www.youtube.com/watch?v=0M7eD1CjwlA

[In alto foto realizzata all’Est Film Festival]

Un pensiero riguardo “Storie di passaggio: un corto sulla compassione e la bellezza

  • 10 agosto 2016 in 18:34
    Permalink

    Le storie dell’uomo possono mostrarsi fallaci e aver falcidiato le emozioni e la gioia, ma quando ad essere protagonisti sono l’umanità, la compassione e la bellezza, mostrano un panorama erubescente che infervora e accarezza l’anima e che non ci lascerà mai.
    Le storie dell’uomo, quelle colme di emozioni, scaturiscono in purezza e sacralità dall’Eden che sta proprio sotto il “fondo” di noi (presso la parte più misera e fioca), appena un gradino più giù di ciò che è il confine della nostra esperienza di debolezza e di limite, che è il “Pro-fondo”, luogo incontaminato e spirituale, alito trascendentale che è parte “animata” di noi, che ci sostiene e vive per intero il percorso delle nostre storie, anche quando non sono a lieto fine.
    In ogni racconto dell’uomo c’è una ricerca del Pro-fondo (ed è proprio vero, come si ascolta dal video “Storie di passaggio”, che ci stiamo cercando e che non sappiamo come fare), una saudade sentimentale che ci riporti all’abbraccio serico dell’anima e alla soavità della danza.
    Una danza magnanima che, a un certo punto, si ferma per dare spazio al sogno, alla notte… “prima che l’alba rechi la speranza di un nuovo modo di sentire”.
    Pregiato è il testo ed eccellente è il magnifico video che lo racconta.
    Faccio i miei più sinceri complimenti all’amico autore e regista Fabrizio Laurentaci e a tutto il cast per l’emozionante Opera realizzata, che ho molto gradito per i doni che ci ha regalato in sentimento e incanto.

    Alessio Patti

    Risposta

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