Questa sera torna in scena Salvador Dalì

Per una volta, protagonista principale sarà la scenografia

Questa sera, al Teatro Donizetti di Bergamo, andrà in scena lo spettacolo «La Verità» di Daniele Finzi Pasca, artista svizzero versatile e completo che, come dice L’Eco di Bergamo in un lungo articolo, “traduce in visioni le acrobazie circensi”.

Il trailer è eloquente e ci dà un assaggio di quello che si potrà vedere in sala.

 

Ma quello che invece ci preme far rilevare, a proposito di questo spettacolo, è qualcosa di nascosto, qualcosa che ha a che fare con il mondo del teatro dall’altra parte, quella che il pubblico non può vedere, quell’enorme “formicaio” che si trova dietro le quinte. Chi scrive ha avuto la fortuna, per qualche anno della sua vita, di poter frequentare questo mondo estremamente affascinante.

Dietro la scena si trova un po’ di tutto, dalle sale prova, ai camerini, ai magazzini. E proprio in questi è stata fatta la scoperta raccontata nel già citato articolo. In mezzo a un cumulo enorme di casse, in una stanza probabilmente polverosa  e male illuminata, aprendo uno di questi contenitori è saltata fuori (è proprio il caso di dirlo) un’opera di Salvador Dalì.

Un fatto che ci proietta indietro nel tempo, quando le scenografie venivano realizzate a partire da bozzetti di giovani artisti divenuti poi famosissimi. Alcuni nomi: Pablo Picasso, Giorgio De Chirico, Marc Chagall (senza dimenticare il ruolo fondamentale di Kandinsky che, con le sue visioni astratte, ispirò una giovane Martha Graham e contribuì in questo modo a un’evoluzione notevole del modo di fare danza in teatro).

Non ci resta che attendere fiduciosamente che qualcuno si assuma l’incarico di fare un po’ d’ordine nei magazzini teatrali di tutto il mondo…

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